Note sparse sulle ultime lezioni regionali
Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità.
Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità penosa, l’estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità….
Manifesto del futurismo, Filippo Tommaso Marinetti (“Le Figarò” 20 Febbraio 1909).
Quando scrissi questo messaggio sul blog di Homo Novus all’inizio della campagna elettorale per le passate amministrative, mi presi ovviamente del “fascista”; chiaramente perché nella semplificazione che avvolge la nostra politica, parlare di Futurismo equivale ad esse “destroidi”. In realtà la citazione voleva esprimere il forte contrasto tra la VELOCITA’ del mondo reale in cui viviamo e l’IMMOBILITA’ della politica che lo governa.
Allora ci rimasi un po’ male, ma rileggendolo adesso mi rendo conto che essere bollati come fascisti da qualcuno dei “soldatini dell’apparato” è indubbiamente un bel complimento.
E questo soprattutto alla luce dei risultati delle elezioni regionali.
Il PD toscano è contento del risultato elettorale. Ben per loro. Bisogna riconoscere che i risultati nel loro complesso lo confermano.
Cosa dovrebbe preoccuparli/preoccuparci allora?
Anche niente! …si sarebbe portati a pensare.
Ma i risultati in Toscana confermano anche la crescita di tutte quelle forze “antagoniste e di protesta” (le chiamano loro) sia di destra che di sinistra (anche questa è una definizione loro). Notare bene…non c’era la lista di Grillo!
E a ben guardare una minoranza rumorosa che ha qualcosa da ridire c’è; una minoranza che prova a riflettere oltre quello che è il giardino di casa.
Mi considero parte di questa minoranza!
E penso che in Toscana il PD non ha ancora perso perché riesce a mantenere (non ovunque…basta leggere attentamente i risultati!) quell’egemonia storica che ha radici profonde e nobili, ma che resiste attualmente solo in “virtù” un apparato di potere e di interessi economici (leggetevi il post sulla discarica del Podere Rota per una piccola dimostrazione) che attraverso un sistema clientelare capillare riesce ancora ad avere ragione dei dissidenti, che sarebbero molti di più in un ambiente, diciamo così, “aperto”. Mettiamoci anche che per pocciare un po’ da mamma PD tutti si sono infilati nel listone, persino i Comunisti. Non fosse mai che ci tocca qualcosa…avranno pensato. Ci mancava solo la Faenzi nel listone di Rossi. Ma sarebbe stato chiedere troppo. Del resto per perdere sicuramente la PDL, invece di candidare uno come Migliori, ha presentato la dea del botulino…
E li fuori dal giardino cosa succede? Non è che proprio butta bene! Li fuori si sentono già i primi scricchiolii…
L’armata del male è alle porte. E’ già entrata in Emilia-Romagna (la terra delle cooperative) e ha varcato le Alpi del Piemonte. Arrivano i Barbari! E sappiamo chi sono questi barbari della politica (anche questa è una loro definizione…)
Proviamo allora a chiudere il cerchio. E’ l’ora di finirla con questa storia del NOI (PD) e del VOI (tutte le altre opposizioni a Berlusconi). Tra i VOI mi ci metto anche io…destroide fascista.
Nel 1974 Pasolini (uno dei VOI) scriveva in una lettera a Calvino (uno dei NOI), proprio a proposito dei fascisti:
“augurarsi di non incontrare mai dei giovani fascisti è una bestemmia, perché, al contrario, noi dovremmo far di tutto per individuarli e incontrarli. Essi non sono fatali e predestinati rappresentanti del Male…non sono nati per essere fascisti…forse sarebbe bastata una piccola diversa esperienza…un solo semplice incontro, perché il loro destino fosse diverso”.
Ecco perché, rileggendolo adesso quel post “futurista”, mi rendo conto che essere bollati come fascisti, alla fine, è un complimento.
Oggi, lo vediamo nei fatti, i colori politici contano poco. Non ci riferiamo agli ideali, che non sono morti e che ancora in certi casi sono visibili, ma piuttosto agli uomini. Che siano di destra, di centro o di sinistra, non ha più l’importanza di un tempo. Perché più importante dell’ideale politico è proprio lo spirito di giustizia che occorre portare avanti con forza. E’ il senso del dovere e dell’onestà nei confronti delle istituzioni e della cosa pubblica. Ripartire da li per poi operare all’interno di uno qualunque dei diversi schieramenti che, certamente, in politica sono indispensabili e naturali in uno stato “normale”. Ma l’Italia di oggi non è uno stato normale…
Il nostro augurio è che si possano raggruppare tutti questi uomini e queste donne, facce veramente nuove, pronte a mettersi al servizio dei cittadini, tutti provenienti da esperienze diverse, ma tutti accomunati da uguali valori, in un unico nuovo soggetto politico indipendente. Che non sarà più fatto di bandiere o simboli, ma di persone con le loro competenze e le loro idee.
Tessere la rete; una ricerca incessante di contatti con quanti hanno già iniziato, o vorrebbero fare politica in modo diverso; un network sociale, fatto di persone che hanno deciso di fare politica, ma non di farne una professione, o una questione di potere. Piuttosto hanno come obiettivo il bene comune e il buon-senso e non il con-senso.
Empowerment è il processo di accrescimento delle possibilità di un soggetto, una persona, ma anche un gruppo sociale, che ha lo scopo di aumentare la capacità di agire nel proprio contesto e di operare delle scelte. Abbiamo più potere di quello che pensiamo. Dobbiamo solo sentirci di essere in grado di fare. Una cosciente e rinnovata partecipazione responsabile che ci trasformi da comparse in attori; perché possiamo farlo nonostante il sistema ci porti a pensare che siamo inadeguati.
Un altro modo di fare politica non solo è possibile, ma si sta già facendo.
Noi siamo questi: i barbari! Energiatemerarietàcoraggioaudaciaribellionemovimentopassodicorsasaltomortale… la bellezza della velocità
Che ci vengano a cercare, se hanno l’umiltà di farlo, quelli dell’immobilità penosa, dell’estasi ed del sonno. E anche questi sappiamo chi sono: quelli dell’Impero che si stanno avviando INCONSAPEVOLMENTE verso la fine…quelli che in nessun modo vogliono incontrare i “diversi” di Pasolini.
Stefano Valentini
Capogruppo di HOMO NOVUS
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forza!
non posso che condividere!
come sempre riesci a fare un’analisi reale e sincera della società in cui viviamo.
purtroppo chi si sveglierà tardi dal torpore che i Nostri hanno creato, avrà tanto da rimpiangere.
comunque meglio tardi che mai!!!
Solo un appunto.
Ha un sentore di stantio questa conflittualità tra i ruoli, la velocità per sua natura non è il nuovo, è il ritmo che ci lascia comprendere l’accellerazione del tempo…..
…Nella tua incoscienza è la coscienza
che in te la storia vuole, questa storia
il cui Uomo non ha più che la violenza
delle memorie, non la libera memoria…
E ormai, forse, altra scelta non ha
che dare alla sua ansia di giustizia
la forza della tua felicità,
e alla luce di un tempo che inizia
la luce di chi è ciò che non sa.
Pasolini- canto popolare
un abbraccio Francesco
Il bel “fondo” di Stefano, volutamente sconvolgente per l’ uso odierno del futurismo e per il rovesciamento che ne fa rispetto alla categoria politica nella quale è stato confinato… non è che condivisibile. Soprattutto dove sottolinea la domanda, presente nel ventre sociale, di facce oneste e di buon-senso al posto del con-senso. Personalmente però non metterei mai sullo stesso piano le diverse opposizioni mioritarie al regime (o impero) toscano del Pd. C’è una minoranza che chiede equità, pulizia, legalità; ce n’è un’altra che vuole solo legittimazione degli egoismi particolari, chiusura a tutto cio’ che “scombussola” ataviche certezze e strumentali identità (e quindi è ascrivibile alla lentezza, non alla velocità!).
Quando Niki Vendola (e in questo non c’è alcuna mia manifestazione di schieramento a favore di S.E.L.) scriveva un po’di più, perchè non era impeganto a fare parchi eolici, scrisse una volta:… CONTINIUAMO A COSTRUIRE PISTE DI UTOPIA: ECCO UTOPIA E’ LA PAROLA CHE ADOPERANO CON INTENZIONI DI SCHERNO I TRAFFICANTI DI REALISMO, I FARISEI DEI NOSTRI GIORNI…
Anche io penso che un po’di utopia nelle cose che si fanno sia oggi l’unico realismo possibile, l’unica real-politik.
Francamente tutte queste citazioni benevole sul futurismo e sui fascisti mi sconcertano perché il linguaggio adottato si addice più ai sostenitori di Casa Pound, ma in tempi di fin troppo facili revisionismi storici non mi interessa addentrarmi in questa diatriba. Non comprendo la polemica sui comunisti che si “infilano nel listone per pocciare da mamma PD” perché, come noto, la lista Homo Novus ha eletto i suoi rappresentanti anche grazie ai voti comunisti e non credo che il sostegno, piccolo o grande, sia stato dato con l’intento di “pocciare qualcosa” a Cavriglia ma perché esisteva una qualche condivisione di programmi. Non si viene nemmeno sfiorati dal dubbio che una certa condivisione di programmi ci sia stata anche in occasione delle elezioni regionali?