Monday, February 6, 2012

Homo Novus | Lista Civica Elezioni Amministrative Comune di Cavriglia

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acquapubblicalogo Homo Novus, PeopleAtWork, il FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA e il COMITATO ACQUA PUBBLICA AREZZO
organizzano a Cavriglia una “maratona” per la raccolta firme dedicata ai referendum per la ri-pubblicizzazione dell’acqua.

SABATO 1 MAGGIO
CAVRIGLIA – PIAZZA E. BERLINGUER
DALLE 10.00 ALLE 19.00

DOMENICA 2 MAGGIO
CAVRIGLIA – PIAZZA E. BERLINGUER
ALLE 10.00 ALLE 19.00

Homo Novus e PeopleAtWork, come sostenitori del FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA e del COMITATO ACQUA PUBBLICA AREZZO, invitano tutta la popolazione del nostro comune a muovere la propria coscienza civica e a firmare i quesiti referendari.

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Breve guida ai quesiti referendari

PRIMO QUESITO: fermare la privatizzazione dell’acqua

Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.

È l’ultima normativa approvata dal Governo Berlusconi. Stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.

Con questa norma, si vogliono mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Queste ultime infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.

Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.

SECONDO QUESITO : aprire la strada della ripubblicizzazione

Si propone l’abrogazione dell’art. 150 (quattro commi) del D. Lgs. n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), relativo ala scelta della forma di gestione e procedure di affidamento, segnatamente al servizio idrico integrato.

L’articolo definisce come uniche modalità di affidamento del servizio idrico la gara o la gestione attraverso Società per Azioni a capitale misto pubblico privato o a capitale interamente pubblico. L’abrogazione di questo articolo non consentirebbe più il ricorso né alla gara, né all’affidamento della gestione a società di capitali, favorendo il percorso verso l’obiettivo della ripubblicizzazione del servizio idrico, ovvero la sua gestione attraverso enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali. Darebbe inoltre ancor più forza a tutte le rivendicazioni per la ripubblicizzazione in corso in quei territori che già da tempo hanno visto il proprio servizio idrico affidato a privati o a società a capitale misto.

TERZO QUESITO : eliminare i profitti dal bene comune acqua

Si propone l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.

Poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di immediata concretezza. Perché la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.

Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si eliminerebbe il “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici, avviando l’espropriazione alle popolazioni di un bene comune e di un diritto umano universale.

Per ulteriori informazioni visitate il sito:
http://www.acquabenecomune.org

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Velocità versus Immobilità

Posted by HomoNovus On aprile - 5 - 2010 5 COMMENTS

tartlepre  Note sparse sulle ultime lezioni regionali

Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità.
Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità penosa, l’estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità….
Manifesto del futurismo, Filippo Tommaso Marinetti (“Le Figarò” 20 Febbraio 1909).

Quando scrissi questo messaggio sul blog di Homo Novus all’inizio della campagna elettorale per le passate amministrative, mi presi ovviamente del “fascista”; chiaramente perché nella semplificazione che avvolge la nostra politica, parlare di Futurismo equivale ad esse “destroidi”. In realtà la citazione voleva esprimere il forte contrasto tra la VELOCITA’ del mondo reale in cui viviamo e l’IMMOBILITA’ della politica che lo governa.

Allora ci rimasi un po’ male, ma rileggendolo adesso mi rendo conto che essere bollati come fascisti da qualcuno dei “soldatini dell’apparato” è indubbiamente un bel complimento.

E questo soprattutto alla luce dei risultati delle elezioni regionali.

Il PD toscano è contento del risultato elettorale. Ben per loro. Bisogna riconoscere che i risultati nel loro complesso lo confermano.

Cosa dovrebbe preoccuparli/preoccuparci allora?

Anche niente! …si sarebbe portati a pensare.

Ma i risultati in Toscana confermano anche la crescita di tutte quelle forze “antagoniste e di protesta” (le chiamano loro) sia di destra che di sinistra (anche questa è una definizione loro). Notare bene…non c’era la lista di Grillo!

E a ben guardare una minoranza rumorosa che ha qualcosa da ridire c’è; una minoranza che prova a riflettere oltre quello che è il giardino di casa.

Mi considero parte di questa minoranza!

E penso che in Toscana il PD non ha ancora perso perché riesce a mantenere (non ovunque…basta leggere attentamente i risultati!) quell’egemonia storica che ha radici profonde e nobili, ma che resiste attualmente solo in “virtù” un apparato di potere e di interessi economici (leggetevi il post sulla discarica del Podere Rota per una piccola dimostrazione) che attraverso un sistema clientelare capillare riesce ancora ad avere ragione dei dissidenti, che sarebbero molti di più in un ambiente, diciamo così, “aperto”. Mettiamoci anche che per pocciare un po’ da mamma PD tutti si sono infilati nel listone, persino i Comunisti. Non fosse mai che ci tocca qualcosa…avranno pensato. Ci mancava solo la Faenzi nel listone di Rossi. Ma sarebbe stato chiedere troppo. Del resto per perdere sicuramente la PDL, invece di candidare uno come Migliori, ha presentato la dea del botulino…

E li fuori dal giardino cosa succede? Non è che proprio butta bene! Li fuori si sentono già i primi scricchiolii…

L’armata del male è alle porte. E’ già entrata in Emilia-Romagna (la terra delle cooperative) e ha varcato le Alpi del Piemonte. Arrivano i Barbari! E sappiamo chi sono questi barbari della politica (anche questa è una loro definizione…)

Proviamo allora a chiudere il cerchio. E’ l’ora di finirla con questa storia del NOI (PD) e del VOI (tutte le altre opposizioni a Berlusconi). Tra i VOI mi ci metto anche io…destroide fascista.

Nel 1974 Pasolini (uno dei VOI) scriveva in una lettera a Calvino (uno dei NOI), proprio a proposito dei fascisti:

“augurarsi di non incontrare mai dei giovani fascisti è una bestemmia, perché, al contrario, noi dovremmo far di tutto per individuarli e incontrarli. Essi non sono fatali e predestinati rappresentanti del Male…non sono nati per essere fascisti…forse sarebbe bastata una piccola diversa esperienza…un solo semplice incontro, perché il loro destino fosse diverso”.

Ecco perché, rileggendolo adesso quel post “futurista”, mi rendo conto che essere bollati come fascisti, alla fine, è un complimento.

Oggi, lo vediamo nei fatti, i colori politici contano poco. Non ci riferiamo agli ideali, che non sono morti e che ancora in certi casi sono visibili, ma piuttosto agli uomini. Che siano di destra, di centro o di sinistra, non ha più l’importanza di un tempo. Perché più importante dell’ideale politico è proprio lo spirito di giustizia che occorre portare avanti con forza. E’ il senso del dovere e dell’onestà nei confronti delle istituzioni e della cosa pubblica. Ripartire da li per poi operare all’interno di uno qualunque dei diversi schieramenti che, certamente, in politica sono indispensabili e naturali in uno stato “normale”. Ma l’Italia di oggi non è uno stato normale…

Il nostro augurio è che si possano raggruppare tutti questi uomini e queste donne, facce veramente nuove, pronte a mettersi al servizio dei cittadini, tutti provenienti da esperienze diverse, ma tutti accomunati da uguali valori, in un unico nuovo soggetto politico indipendente. Che non sarà più fatto di bandiere o simboli, ma di persone con le loro competenze e le loro idee.

Tessere la rete; una ricerca incessante di contatti con quanti hanno già iniziato, o vorrebbero fare politica in modo diverso; un network sociale, fatto di persone che hanno deciso di fare politica, ma non di farne una professione, o una questione di potere. Piuttosto hanno come obiettivo il bene comune e il buon-senso e non il con-senso.

Empowerment è il processo di accrescimento delle possibilità di un soggetto, una persona, ma anche un gruppo sociale, che ha lo scopo di aumentare la capacità di agire nel proprio contesto e di operare delle scelte. Abbiamo più potere di quello che pensiamo. Dobbiamo solo sentirci di essere in grado di fare. Una cosciente e rinnovata partecipazione responsabile che ci trasformi da comparse in attori; perché possiamo farlo nonostante il sistema ci porti a pensare che siamo inadeguati.

Un altro modo di fare politica non solo è possibile, ma si sta già facendo.

Noi siamo questi: i barbari! Energiatemerarietàcoraggioaudaciaribellionemovimentopassodicorsasaltomortale… la bellezza della velocità

Che ci vengano a cercare, se hanno l’umiltà di farlo, quelli dell’immobilità penosa, dell’estasi ed del sonno. E anche questi sappiamo chi sono: quelli dell’Impero che si stanno avviando INCONSAPEVOLMENTE verso la fine…quelli che in nessun modo vogliono incontrare i “diversi” di Pasolini.

Stefano Valentini

Capogruppo di HOMO NOVUS

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