Ogni nuovo evento scoperto corrisponde a una formula matematica che è la nostra sola guida.
Charles Robert Darwin (1809-1882)
In un vecchio articolo del 23 aprile 1995 sul Corriere della Sera, il politologo Giovanni Sartori, riferendosi alla legge elettorale regionale scriveva: “Questo sistema assomiglia tanto alla cosiddetta legge truffa ma per nasconderlo si imbroglia sulla terminologia“.
A noi sinceramente questa considerazione non pare sbagliata, soprattutto in ragione di una semplice considerazione che può essere difficilmente messa in discussione dall’evidenza dei fatti: andremo a votare con una legge elettorale quanto meno “poco democratica”, perché non sarà possibile esprimere nessuna preferenza e perché nel reclutamento dei candidati consiglieri, in tutte le lista, ha prevalso ancora una volta la stretta logica di partito e di calcolo politico.
Inoltre, anche grazie alla campagna mediatica in atto, è molto probabile che si darà un voto non regionale per le regionali. Alla fine, il voto per le regionali non sarà determinato da valutazioni e considerazioni tipiche del voto amministrativo e locale, come noi pensiamo fortemente dovrebbe essere, ma dal richiamo che gli elettori sentiranno verso le personalità di maggior spicco e più riconoscibili. Si voterà insomma più per Berlusconi e Bersani che non per i vari candidati alla presidenza della regione.
Ci rifiutiamo inoltre di sentir parlare di “voto utile” o peggio ancora di “un voto strategico”. Piuttosto, riprendendo un articolo, sempre di Giovanni Sartori dal Corriere della Sera del 10 Aprile 2008, vorremmo suggerirvi un VOTO DI SFIDUCIA COSTRUTTIVO.
Riportiamo di seguito uno stralcio di quell’articolo:
“Mai come questa volta molta gente è incline a non votare. Anche perché mai come questa volta la gente non sa per chi votare. Mi astengo? Mi turo il naso? Pensa e ripensa mi è venuta una pensata. Lasciamo da parte il nocciolo duro dei partiti, i fedeli che votano e voteranno sempre per il loro. Il fatto è che gli «infedeli » (come HOMO NOVUS ndr.) sono aumentati, e che in questa elezione il numero dei cosiddetti indecisi arriva ad essere stimato addirittura un terzo dell’elettorato. Si sa anche che un buon numero di questi indecisi ha deciso di non votare: sono infuriati e ce l’hanno con tutti. Questi signori hanno ragione di essere infuriati. Ma astenersi a cosa serve? Punisce davvero la Casta? Rimedia davvero qualcosa? Temo di no. Se verrà fuori, a elezioni avvenute, che i votanti sono diminuiti di parecchio, è sicuro che i nostri politici non riconosceranno che le astensioni in più sono punitive, sono astensioni di rigetto (e non di disinteresse). Diranno, semmai, che ci stiamo «normalizzando» ai bassi livelli di voto di molte democrazie. Tutt’al più verseranno lacrime di coccodrillo sul fenomeno del crescente distacco dalla politica. Qual è allora la pensata? È che sapendo usare il VOTO DISGIUNTO…”
VOTO DISGIUNTO
=
VOTO – RIFIUTO
=
VOTO CHE PURAMENTE E SEMPLICEMENTE DICE NO
Ecco la formula matematica di HOMO NOVUS.
Ve la spieghiamo in due parole: in base alla legge elettorale toscana, ogni lista elettorale presenta un proprio candidato alla presidenza della Regione (più liste possono condividere lo stesso candidato). L’elettore può esprimere due voti sulla stessa scheda: uno per una lista, uno per un candidato presidente. Si ha voto disgiunto quando l’elettore vota per una lista e per un candidato presidente diverso da quello che essa sostiene. Ad esempio, se il PD presenta come candidato ROSSI e la PDL presenta come candidato la FAENZI, un elettore che vota sulla stessa scheda per il PD e per la FAENZI esprime un voto disgiunto.
L’effetto sull’esito elettorale non sarà determinante, però avremo votato e il nostro voto avrà espresso senza ombra di dubbio il secco rifiuto della Casta. A qualcuno potrà sembrare brutto, ad altri potrà sembrare inutile, e altri ancora penseranno che siamo i soliti disfattisti. Metteteci anche che tra i candidati a consigliere e presidente ci saranno sicuramente persone molto in gamba, ma semplicemente non abbiamo altri modi per manifestare la nostra arrabbiatura e frustrazione nei confronti di un modo di far politica che non ci appartiene. Quello stesso modo di fare “politica” che stiamo combattendo sia a livello nazionale, sia in sede locale nel consiglio comunale di Cavriglia. Nel primo caso combattiamo contro la deriva populista del Berlusca e l’inconcludenza dell’opposizione; nel secondo caso cerchiamo di denunciare la politica del PD toscano che rappresenta la quintessenza di un centro di potere politico clientelare.
Allora, come voteremo noi di HOMO NOVUS?
Parafrasando ancora Sartori…
Certo adottando i criteri che abbiamo suggerito.
Ma certo non diremo per chi.
Ognuno deve decidere per sé.
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