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	<title>Commenti a: NEGOZIO DI FAMIGLIA</title>
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	<description>HomoNovus Homo Novus Lista Civica Elezioni Amministrative Comune di Cavriglia Candidati Consiglieri Comunali Sindaco Cavriglia PD PDL Insieme per Cavriglia</description>
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		<title>Di: M.Cristina</title>
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		<dc:creator>M.Cristina</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 21:19:39 +0000</pubDate>
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		<description>Mi è venuta voglia di dire qualcosa sul &quot;muro&quot; oggetto dell&#039;interesse del PDL, a tal punto da proporre in consiglio comunale l&#039;intitolazione di una strada e di una ricorrenza. Accidenti alla sinistra (sinistra?, quale sinistra?)che perde tutti i treni della recente storia politica e della Storia con la S maiuscola. L&#039;abbattimentio del muro di Berlino è una conquista, perdio!, di quella sinistra laica, liberal, antistalinista, antisovietica, che almeno da cinquant&#039;anni a questa parte alza la sua voce contro le dittature. Chi infatti condannò l&#039;invasione dei carriarmati sovietici durante la Primavera di Praga? (che costò l&#039;espulsione dal PCI di allora a quelli del Manifesto),chi si è battuto per la libertà di informazione contro la Pravda durante il regime bresneviano? (e anche per la libertà di culto e la riapertura delle chiese, in quei luoghi dove professare una fede religiosa si poteva fare solo clandestinamente). Chi si è battuto contro il regime di Salazar in Portogallo e di Francisco Franco nella Spagna pre-democratica degli anni 70? Chi contro Enver Hoxa in Albania? Non mi risulta fosse la destra a battersi contro queste amenità dei primi sessant&#039;anni del novecento: anzi, alla destra piacevano e piacciono i &quot;regimi&quot; mi pare....: un solo capo, un solo ordine, un parlamento soltanto formale, una stampa di regime che osanna sempre il &quot;capo&quot;, eccetera. Mi piace ricordare che nell&#039;anno della caduta del muro di Berlino ci furono anche i 7000 studenti schiacciati letteralmente dai carriarmati cinesi in piazza Tien-An-Men. Settemila ragazzi con la fascetta bianca intorno alla fronte (il loro simbolo di libertà)che si posero, consapevoli della morte, davanti ai carri... scene incredibili, che tutt&#039;oggi fanno accapponare la pelle. Erano giovani che chiedevano libertà di leggere e di sapere. Rivendicavano il possesso del proprio cervello. Volevano democrazia contro dittatura. Non volevano destra contro sinistra di regime, cribbio! Oggi la nostra sinistra, abdica a tutto il patrimonio di consapevolezza accumulato faticosamente con tante lacerazioni interne, per regalare tutto ad una destra strumentale e bugiarda. Non solo l&#039;anniversario del muro ha regalato: ha regalato anche la difesa del popolo tibetano e il riconoscimento dell&#039;autorità del DalaiLama, ricevuto invece da Fini (Prodi non volle riceverlo per paura di rimetterci negli scambi commerciali con la Cina!). Ha lasciato alla destra la difesa della splendida rivolta dei monaci birmani contro la repressione del regime che tiene in carcere da anni la signora San Su Chi, premio Nobel per la pace... La nostra sinistra non è stata capace nemmeno di dire una parola in favore della Cecenia contro la sanguinaria repressione di Putin e poco si è sentito un moto di simpatia verso i giovani che sfidano Achmadinejav in Iran. Quanta Storia vissuta per nulla! Questa sinistra ha lasciato alla destra perfino le parole più sacre del nostro vocabolario storico: la parola LIBERTA&#039;. Fu dopo la guerra di Liberazione, credo, che tante piazze italiane si chiamarono Piazza della Libertà. Erano i socialisti e gli anarchici che chiamavano i propri figli Libero e Libertario. Libertà dalla fame e libertà dal regime sono quasi sempre andati insieme.Oggi invece la parola Libertà ce l&#039;ha in bocca solo Berlusconi con il suo &quot;Popolo delle&quot;. Tante altre parole-simbolo abbiamo regalato alla destra, perfino alla più infida e xenofoba rappresentata dalla Lega. Ad esempio la parola Dialetto. Era la sinistra che voleva difendere i suoi patrimoni linguistici e le tradizioni, gli stornelli, i canti in ottava, le antiche preghiere che storpiavano il latino... Qualcuno ci ha scritto dei libri su queste cose: l&#039;archivio della memoria. L&#039;archivio della storia locale, delle mille storie locali di cui è ricco il nostro paese. Oggi è Bossi che vuole introdurre il dialetto lombardo nelle scuole! Roba da matti: già c&#039;è un diffuso analfabetismo scolastico, mettiamoci anche il dialetto al posto di un corretto italiano e siamo a posto! Insomma si potrebbe continuare, ma è meglio non girare il coltello nella piaga. Ma meglio sarebbe riprendersi la propria storia e i propri valori. Meglio sarebbe avere un po&#039; più di coraggio, rimettersi a studiare, fare una cura omeopatica contro la perdita di memoria.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è venuta voglia di dire qualcosa sul &#8220;muro&#8221; oggetto dell&#8217;interesse del PDL, a tal punto da proporre in consiglio comunale l&#8217;intitolazione di una strada e di una ricorrenza. Accidenti alla sinistra (sinistra?, quale sinistra?)che perde tutti i treni della recente storia politica e della Storia con la S maiuscola. L&#8217;abbattimentio del muro di Berlino è una conquista, perdio!, di quella sinistra laica, liberal, antistalinista, antisovietica, che almeno da cinquant&#8217;anni a questa parte alza la sua voce contro le dittature. Chi infatti condannò l&#8217;invasione dei carriarmati sovietici durante la Primavera di Praga? (che costò l&#8217;espulsione dal PCI di allora a quelli del Manifesto),chi si è battuto per la libertà di informazione contro la Pravda durante il regime bresneviano? (e anche per la libertà di culto e la riapertura delle chiese, in quei luoghi dove professare una fede religiosa si poteva fare solo clandestinamente). Chi si è battuto contro il regime di Salazar in Portogallo e di Francisco Franco nella Spagna pre-democratica degli anni 70? Chi contro Enver Hoxa in Albania? Non mi risulta fosse la destra a battersi contro queste amenità dei primi sessant&#8217;anni del novecento: anzi, alla destra piacevano e piacciono i &#8220;regimi&#8221; mi pare&#8230;.: un solo capo, un solo ordine, un parlamento soltanto formale, una stampa di regime che osanna sempre il &#8220;capo&#8221;, eccetera. Mi piace ricordare che nell&#8217;anno della caduta del muro di Berlino ci furono anche i 7000 studenti schiacciati letteralmente dai carriarmati cinesi in piazza Tien-An-Men. Settemila ragazzi con la fascetta bianca intorno alla fronte (il loro simbolo di libertà)che si posero, consapevoli della morte, davanti ai carri&#8230; scene incredibili, che tutt&#8217;oggi fanno accapponare la pelle. Erano giovani che chiedevano libertà di leggere e di sapere. Rivendicavano il possesso del proprio cervello. Volevano democrazia contro dittatura. Non volevano destra contro sinistra di regime, cribbio! Oggi la nostra sinistra, abdica a tutto il patrimonio di consapevolezza accumulato faticosamente con tante lacerazioni interne, per regalare tutto ad una destra strumentale e bugiarda. Non solo l&#8217;anniversario del muro ha regalato: ha regalato anche la difesa del popolo tibetano e il riconoscimento dell&#8217;autorità del DalaiLama, ricevuto invece da Fini (Prodi non volle riceverlo per paura di rimetterci negli scambi commerciali con la Cina!). Ha lasciato alla destra la difesa della splendida rivolta dei monaci birmani contro la repressione del regime che tiene in carcere da anni la signora San Su Chi, premio Nobel per la pace&#8230; La nostra sinistra non è stata capace nemmeno di dire una parola in favore della Cecenia contro la sanguinaria repressione di Putin e poco si è sentito un moto di simpatia verso i giovani che sfidano Achmadinejav in Iran. Quanta Storia vissuta per nulla! Questa sinistra ha lasciato alla destra perfino le parole più sacre del nostro vocabolario storico: la parola LIBERTA&#8217;. Fu dopo la guerra di Liberazione, credo, che tante piazze italiane si chiamarono Piazza della Libertà. Erano i socialisti e gli anarchici che chiamavano i propri figli Libero e Libertario. Libertà dalla fame e libertà dal regime sono quasi sempre andati insieme.Oggi invece la parola Libertà ce l&#8217;ha in bocca solo Berlusconi con il suo &#8220;Popolo delle&#8221;. Tante altre parole-simbolo abbiamo regalato alla destra, perfino alla più infida e xenofoba rappresentata dalla Lega. Ad esempio la parola Dialetto. Era la sinistra che voleva difendere i suoi patrimoni linguistici e le tradizioni, gli stornelli, i canti in ottava, le antiche preghiere che storpiavano il latino&#8230; Qualcuno ci ha scritto dei libri su queste cose: l&#8217;archivio della memoria. L&#8217;archivio della storia locale, delle mille storie locali di cui è ricco il nostro paese. Oggi è Bossi che vuole introdurre il dialetto lombardo nelle scuole! Roba da matti: già c&#8217;è un diffuso analfabetismo scolastico, mettiamoci anche il dialetto al posto di un corretto italiano e siamo a posto! Insomma si potrebbe continuare, ma è meglio non girare il coltello nella piaga. Ma meglio sarebbe riprendersi la propria storia e i propri valori. Meglio sarebbe avere un po&#8217; più di coraggio, rimettersi a studiare, fare una cura omeopatica contro la perdita di memoria.</p>
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