Monday, May 21, 2012

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Primarie del PD : PROFONDO – DESERTO – ROSSO

Posted by HomoNovus On ottobre - 22 - 2009

          Secondo molti opinionisti le prossime primarie del PD, che si terranno il 25 ottobre, sono una questione che riguarda “un po’ tutti quelli che hanno a cuore la democrazia”. Questo perché attraverso di esse verrà scelto il segretario del maggior partito dell’opposizione. E forse in questo momento, come non mai, c’è bisogno di un’opposizione credibile e forte.
Ammettiamo dunque che anche qualcuno di HN voglia recarsi alle urne. Di sicuro ci andranno quelli di noi che sono iscritti al PD o che lo hanno votato alle passate elezioni, intendo quelle provinciali ed europee.
La scelta è fra tre candidati: Franceschini, Bersani e Marino.
Ora, io mi sono letto le mozioni dei tre candidati…ve lo raccomando…un’esperienza di vita, oltre che una prova di resistenza.
Sulla carta ci sono molte proposte condivisibili, altre lo sono di meno, ma tutto nella norma. Se vivessimo in un paese “normale”, potrei anche andare a votare, come potrei votare ad ipotetiche primarie della PDL (se mai ci saranno), ma la realtà purtroppo è un’altra.
Acquisito che non viviamo in un paese normale, la questione più urgente è quella morale.
Mi spiego meglio. Al di là, o forse prima, dei manifesti programmatici dei candidati alle primarie, il PD dovrebbe porsi la QUESTIONE MORALE. Lasciamo perdere quello che possiamo registrare a destra in tal senso. Le primarie adesso sono a sinistra.
Il problema è che nessuno dei tre candidati ha posto la questione in maniera decisiva, sebbene tutti quanti si riempano la bocca rimproverando su tale questione gli esponenti del PDL. Parole di circostanza in tutte le mozioni, ma nessuno si è apertamente schierato in favore di un CODICE ETICO (così definito da Gianfranco Pasquino su “Il Fatto Quotidiano” di ieri) che condanni senza eccezioni il conflitto di interessi (tra risorse private e cariche pubbliche), stabilisca limiti chiari per i mandati, ed escluda il malcostume che consiste nello sfruttare le cariche acquisite per salire nella gerarchia e nella carriera. Questo è quello che a parere di molti richiede la base del PD (e non solo…anche noi di HN lo abbiamo sostenuto più in generale durante la campagna elettorale). A tal proposito vi invito a leggere l’appello che alcuni rappresentanti del PD hanno pubblicato, a proprie spese una settimana fa, su Repubblica (www.onestamente.org). Io l’ho fatto e l’ho anche sottoscritto.
In accordo con quanto lo stesso Gianfranco Pasquino scrive nell’articolo appena citato: “Quando un partito cessa di essere aperto, anche come reclutamento, e si trasforma in un aggregazione di uomini che hanno il potere di regolare le carriere dei loro sostenitori, cooptandoli od emarginandoli, il germe della questione immorale è gettato”.
Quello che mi chiedo a questo punto è: a che serve votare alle primarie se il germe del contagio è già presente a livello locale? Solo degli sprovveduti potrebbero credere che le cose possano cambiare cambiando un segretario. La mela marcia la stiamo mangiando, ormai da diversi anni, a livello locale. Prodi, Rutelli, Franceschini; vi è sembrato che qualcosa sia cambiato, soprattutto a livello municipale, provinciale o regionale? E’ sbagliato pensare che il pesce comincia a puzzare dalla testa. Noi lo sappiamo bene, puzza dalla coda. La politica FAI DA TE di amministrazioni come quella di Cavriglia, lo dimostra chiaramente. Ecco come quelli del PD (Insieme per Cavriglia) si sono posti la questione morale a Cavriglia (mi riferisco nel dettaglio a quanto detto appena sopra):
- CONFLITTO DI INTERESSI: tra gli assessori, ce ne sono almeno due che ci fanno venire dei dubbi. Il Degli Innocenti (Assessore alla Pubblica Istruzione e al Commercio, meglio conosciuto come 666 (sic!) dal numero di preferenze che ha preso alle passate elezioni) è un noto geometra, forse il più noto, che esercita la professione nel nostro comune; poteva essere un buon assessore all’edilizia o all’urbanistica, ma invece è assessore alla scuola (ops!). Sia chiaro che questo è un semplice escamotage. Il problema vero è che lui siede nella giunta; quando si decide in merito alle questioni urbanistiche lui e presente, non credo vada a prendersi un caffé per evitare il conflitto di interessi! Poi abbiamo il Veneri (Assessore alla Sanità e Sicurezza Sociale). Ci risulta, attendiamo smentite in tal senso, che sia impegnato in qualche cooperativa che lavora nel sociale e magari deve decidere quali cooperative devono lavorare nella scuola o più in generale nel comune di Cavriglia. Il dubbio di un conflitto di interessi è legittimo o no?
- LIMITI CHIARI PER I MANDATI: qui Cavriglia ha fatto scuola in negativo. Enzo Brogi è stato sindaco quasi per tre lustri alla faccia del ricambio. Se poi scendiamo di grado, c’è da divertirsi. Ricordo ancora Ivano Ferri, assessore allo sport, durante la gita organizzata dal comune in URSS. Era il 1987. Ne ha fatta di strada e di carriera! Questa gente secondo voi si è mai posta la questione del limite dei mandati? E soprattutto pensate che abbiano mai lavorato a tempo pieno come capita di solito alle persone normali?
- SFRUTTAMENTO DELLE CARICHE ACQUISITE PER SALIRE NELLA GERARCHIA E NELLA CARRIERA: qui l’esempio di Enzo Brogi non lascia spazio ai dubbi. Ma potremmo citare anche Romeo Segoni e altri ancora. Dal comune, alla provincia, o addirittura direttamente in regione. Con la valigetta di voti preconfezionata a livello locale questi individui scalano le gerarchie e fanno carriera politica. Tutta questione di MERITO direbbe il candidato alla segreteria MARINO!
- PARTITO “CHIUSO”: beh! su questo c’è poco da dire. Abbiamo più volte sollevato il problema delle modalità di reclutamento nella lista di Insieme per Cavriglia alle passate elezioni. Si è trattato nella maggioranza dei casi di vere e proprie investiture. E hanno fatto anche le primarie! Ma se poi guardiamo agli eletti una risatina è il minimo. In consiglio siedono quelli che erano stati scelti a priori dalla direzione suprema. Tutti lo sanno a Cavriglia. Il problema è che nessuno lo dice. Le smentite al riguardo negherebbero l’evidenza. Si è persino dimesso un consigliere (divenuto nel frattempo assessore) per far posto all’unico non eletto tra i “prescelti”.
Per non parlare poi dell’investitura di Armando Vannini come candidato unico alle provinciali per il collegio di Cavriglia, al posto dell’uscente Ruscelli. Non sia mai detto che il PD di Cavriglia è un partito chiuso…figuriamoci! Chi aveva dei dubbi sarà soddisfatto nel constatare Vannini è stato puntualmente eletto al posto del mitico Ruscelli, il quale ha trovato comunque posto nella giunta in qualità di Assessore. Secondo voi Ruscelli ha fatto posto al Vannini per una questione morale di rinnovamento o perché sapeva già che sarebbe divenuto assessore? Rispondetevi da soli….
Allora, se la questione morale non è stata risolta a Cavriglia, come del resto in tanti altri comuni del Valdarno o d’Italia amministrati dal PD, come possiamo pensare che venga risolta a livello di segreteria semplicemente con le primarie? Quello che conta purtroppo sono i voti; la vicenda Bassolino sta li a ricordarcelo…
Per concludere mi viene da pensare che chi veramente ha a cuore le sorti del futuro PD, alle primarie dovrebbe approfittarne per manifestare la sua protesta contro questo partito dei SOLITI NOTI.

Per una volta nella vita non turatevi il naso, annullate la scheda!
Anzi…alle primarie PD VOTA HOMO NOVUS!

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One Response to “Primarie del PD : PROFONDO – DESERTO – ROSSO”

  1. Cristina scrive:

    Dunque: Bersani, nonostante una accettabile simpatia perché non parla in politichese ma va avanti a proverbi di origine contadina, quindi uomo concreto e pragmatico, è quanto di più organico ci sia alle logiche d’apparato (non per nulla erano schierati con lui tutti i governatori regionali, quasi tutti i sindaci italiani, e ovviamente tutto l’establishment locale amministrativo. Non per nulla tifavano per lui anche gli esponenti più altolocati dello schieramento avversario, perché tra loro si “riconoscono”. Non per nulla erano schierati con lui quasi tutti i capibastone PD del sud, quelli che hanno più tesserati che voti nel loro territorio, da Bassolino a Loiero; la Calabria gli ha addirittura conferito l’80% di preferenze). Eppure, nonostante ciò, la sinistra radicale, il mondo ecologista e l’IDV (anche se non lo ha detto) erano dalla sua parte perché prometteva di far tornare tutti a galla in una grande alleanza eterogenea: da Casini a Vendola passando per Bonelli e Di Pietro.
    Personalmente, anche se detesto la cosiddetta “vocazione maggioritaria” di Veltroni, che Franceschini non ha potuto sconfessare, non mi sento appagata da uno che promette di farti tornare a galla, non per meriti tuoi, ma perché ci pensa lui!
    La mia identità di elettore che “ci tiene“ davvero alla questione morale quanto a quella ambientale, non può essermi elargita da qualche potente, se non ho una credibilità costruita con le mie forze presso la pubblica opinione. Diventa così solo una questione di seggiole o di strapuntini.
    Di Franceschini devo dire che mi è piaciuto molto nella passata competizione elettorale europea: è stato agguerrito, persuasivo, profondamente alternativo al modello berlusconiano, con continui appelli al solidarismo (se vuoi un po’ cattolico, ma almeno c’era vicinanza con gli ultimi della società e del mondo). A suo merito va anche l’aver detto subito dopo la votazione sull’omofobia in Parlamento che la Binetti si poneva da sola al di fuori del partito e che quella non era una questione di libertà di coscienza, ma semplicemente di legalità. Il suo limite era semmai quello di non aver mai chiarito fino in fondo la condotta che avrebbe impresso alle questioni eticamente sensibili, alla sua indipendenza dal Vaticano, ad un effettivo schierarsi per la laicità dello Stato e cosa “suggeriva” sulla crisi: infatti ha parlato più di rilancio dell’edilizia che di incentivi alla ricerca.
    Il personaggio Marino, catapultato da troppo poco tempo nel panorama politico nostrano, in poche settimane ha dimostrato di poter sostenere anche un confronto sull’economia e la finanza, oltre quelli più propriamente suoi. Dunque, se compare uno che dice senza tentennamenti che: 1. occorre legittimare il testamento biologico, rivedere la legge 40 sulla fecondazione assistita, riconoscere per legge tutti quei nuovi diritti reclamati da tanta parte della popolazione (anche se spesso, sbagliando, si crede che queste siano questioni marginali, che non incidono sulla vita delle persone e sul livello di “civiltà” di un paese); 2. occorre dire chiaramente NO all’energia nucleare, non solo perché i nostri governanti non saprebbero gestirla, ma perché nessuno ha ancora una soluzione per le scorie (tranne quella di affondarle in mare) e perché si butterebbe definitivamente via qualunque incentivo alle energie alternative; 3. occorre dire NO ai respingimenti perché restituire uomini disperati alla crudeltà della polizia di Gheddafi che, dopo averli torturati nelle carceri, li disperde nel deserto per lasciarli morire di sete, è contro il diritto internazionale e il senso comune; 4. occorre investire in ricerca- scuola- cultura e non in cemento ed edilizia per uscire dalla crisi e per dare dignità alle persone e all’azienda Italia nel suo insieme.
    Allora, io non dico che Marino sia l’uomo della provvidenza, né la novità, e nemmeno un grande politico, ma certamente le sue carte, gettate sul tavolo della competizione hanno uno spessore morale, legale e culturale ben diverso da quelle del PD che conosciamo. Allora, perché non dargli una mano? Perché non contribuire a che Bersani non faccia l’anplain? Perché non scegliere il meno peggio, almeno finché ci danno la possibilità di scegliere? Perché non fare in modo che il pensiero minoritario della parte più emancipata della società civile possa condizionare il peso ridondante della maggioranza assuefatta e vogliosa dell’uomo forte, garanzia di vecchi poteri? Dobbiamo capire che noi, sia a livello locale, sia a livello regionale e nazionale, con questo benedetto PD CI DOVREMO COMUNQUE SEMPRE CONFRONTARE, dunque la cosa CI RIGUARDA, ci riguarda eccome. Godere del “tanto peggio, tanto meglio” così la nostra estraneità a tutto questo ci inorgoglisce e ci fa sentire diversi, è la logica del perdente, del nichilista, e di chi vede solo il proprio ombelico. Ogni tanto – anche se a noi in questo momento interessa la già enorme questione locale – dovremmo capire che Cavriglia non è il centro del mondo e che una mente avvitorcolata sul proprio campanile finisce per diventare meramente localistica, quasi di stampo leghista. Il vecchio motto di Legambiente che diceva “pensare globalmente, agire localmente” sintetizzava bene il sentirsi parte di una parte e di un tutto, interdipendenti l’uno dall’altro. Per questo motivo ho partecipato alle primarie; nello stesso spirito delle altre volte quando votai Bertinotti contro Prodi e poi Rosy Bindi contro l’inconsistenza di Veltroni.

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